it's raining cats and dogs

it's raining cats and dogs

martedì 15 aprile 2014

Perché traduco?

Capita spesso che ai colloqui di lavoro  mi chiedano il perché della varietà dei miei studi e lavori.
Penso che alla base ci sia ben più di una motivazione.
Prima tra tutte la mia insaziabile curiosità. La voglia di sapere cosa ci sia dietro un pensiero, una risposta, una spiegazione veloce e superficiale, una frase qualunque.
Il non accontentarsi mai.
Qualità o difetto? Dipende.
Di sicuro per me si tratta di una qualità perché mi porta a cercare di essere sempre il più esauriente e precisa possibile in ogni cosa che faccio, senza fermarmi alle apparenze, all'involucro esterno, agli automatismi lavorativi.


E così, dopo aver studiato i numeri e la psiche, ho scelto di proseguire con la traduzione.
Perché è un modo per sfruttare la mia curiosità, perché ogni traduzione mi permette di entrare in un mondo nuovo, di immergermici fino al midollo per cercare di riportarlo in un altro mondo linguistico. Un lavoro mai noioso, sempre nuovo e complesso.
Anche l'incarico in apparenza più semplice nasconde un lavoro meticoloso, preciso, di ricerca nonché di difficoltà per trovare una buona resa nella propria lingua madre.
Una sfida incessante, un mondo di scelte continue, un lavoro eternamente migliorabile.
Ma soprattutto un lavoro vivo.

Perché ho scelto la traduzione? 
Per una forte passione per l'inglese, amore innato fin da bambina.
E perché mi permette di soddisfare questa curiosità insaziabile e ingorda, questa fame di sapere e di saper fare. Saper trovare la chiave giusta per rendere accessibile un testo.
O per lo meno un passe-partout "sufficientemente buono".